• Sharebar

La solitudine e l’isolamento sociale possono avere effetti importanti per i disturbi dell’umore e la depressione. Ma possiamo aggiornare le nostre idee per migliorare i nostri approcci

 

caldo solitudine depressione umore

Ogni anno, in piena estate, i tg lanciano l’allarme sul lato buio della bella stagione, fatto di solitudine e disagio.

Non riguarda solo per gli adulti.

Ti basta una piccola ricerca per accorgerti di quanti giovani soffrono la solitudine e l’isolamento sociale.

 

9 consigli importanti da dare subito

Chiunque soffra di disturbi dell’umore, depressione o ansia, specialmente aggravati da solitudine e isolamento sociale, farebbe bene a:

1) bere almeno due litri di acqua al giorno

2) alimentarsi il più possibile con verdura e frutta

3) fare spesso docce o bagnare il corpo

4) per quanto possibile, cambiare ambiente

5) rimandare le cose meno urgenti

6) cercare il disimpegno, distogliersi, alleggerire le pressioni

7) ridurre l’esposizione a telegiornali e a informazioni allarmanti

8) in tv preferire programmi d’intrattenimento leggeri, ad esempio cartoni e commedie rilassanti

8) per quanto possibile, non smettere di coltivare le relazioni umane significative

9) quando i disagi persistono, consultare un buon specialista  per chiedere consigli

 

Disturbi dell’umore: i numeri

Ecco alcune cifre.

Il 25% della popolazione, a seconda della stagione, dichiara di subire variazioni d’umore. 

Circa 3 milioni di italiani hanno significative ripercussioni sulla vita di tutti i giorni.

Il trend, lo confermano molte fonti, sarebbe in crescita: tra 13 anni è previsto che la depressione sarà la seconda causa di malattia in tutto il mondo, secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

 

Da dove nasce: il branco e la paura ancestrale

In ogni persona che ha sviluppato uno stato ansioso consistente, c’è un flusso di pensieri simili a questi: “resterò solo”, “gli altri non mi vogliono”, “non servo a nessuno”…

La preoccupazione di rimanere “isolati dal branco” è fisiologica e naturale in ogni uomo, proprio perché ha origini dalla preistoria, quando anche il più forte non sopravviveva a lungo se escluso dalla comunità di appartenenza.

Il libro di Lucio Della Seta  “Debellare l’ansia e il panico” è illumminante.

Della Seta afferma: “il primo anello della catena che porta all’ansia è una previsione subliminale di catastrofe (…)”.

Lo psicologo si riferisce all’atavica paura di non farcela, di soccombere, alla necessità di far parte di un gruppo che continua ad essere profondamente radicata in ogni uomo. “La società tende a farcelo dimenticare – spiega Della seta – ma il nostro corpo lo sa”.

 

Ansia: miti da sfatare e idee da aggiornare

MITO 1: “E’ UN PROBLEMA DELLA TESTA”

L’idea di base sui disturbi dell’umore è quella che si tratti di problemi “del cervello”. Ma l’ansia, l’angoscia o la paura nascono dal corpo: la mente ha il suo ruolo, ma non è quello principale, come molti ritengono. Se mi imbatterò in un leone, una potente scarica di adrenalina inonderà le mie cellule; appena una frazione di secondo più tardi le mie pulsazioni e la respirazione aumenteranno repentinamente; e immediatamente, come effetto finale, si scateneranno emozioni e pensieri di panico.

Come vedi all’origine dell’ansia non c’è un evento psichico, un’emozione, ma un meccanismo fisiologico. Se volessimo toccare con mano cosa prova un nostro caro che soffre di ansia, potremmo farne esperienza diretta: basterebbe chiedere ad un medico di iniettarci una dose di adrenalina.

MITO 2: “E’ GUASTO, NON FUNZIONA!”

Chiunque manifesti disturbi dell’umore “funziona benissimo”. Il suo organismo infatti sta cercando di adattarsi all’ambiente, nel miglior modo in cui riesce a farlo.

Il processo descritto sopra, che è la base fisiologica dei disturbi dell’umore, è fondamentale per la sopravvivenza della specie e nasce in una precisa regione del corpo, tra la gola e l’intestino. Senza questo meccanismo l’uomo sarebbe estinto.

Lo stesso meccanismo protegge la vita di ognuno di noi sin dai nostri primi istanti di vita.

MITO 3: “L’ANSIA E’ UNA DEBOLEZZA”

L’ansia “buona” è quella che ci consente di essere in allerta, per rispondere nel modo migliore agli stimoli dell’ambiente: un esame, un colloquio di lavoro, un pericolo improvviso….

L’ansia diventa invece patologica quando scatena un disagio costante e un’alterazione dei comportamenti. La “soglia” tra fisiologia e patologia varia da persona a persona.

MITO 4: “TI ACCORGI CHE E’ DEPRESSO PERCHE’ E’ GIU’ DI TONO”

I disturbi dell’umore possono esprimersi sia con l’abbattimento dell’umore, sia con l’innalzamento dell’umore: la depressione è l’espressione della coartazione e la mania è l’espressione dell’innalzamento dell’umore.

MITO 5: “SO IO DI COSA HAI BISOGNO”

Chi soffre, di solito, ha soprattutto un grande bisogno di essere ascoltato e accolto senza pregiudizi né conclusioni inutili; la cosa migliore sarebbe un reale e sincero ascolto, evitando il più possibile frasi fatte, consigli e “cose giuste” da dire, che di solito non hanno alcuna reale utilità per la persona; anzi, finiscono per aggravare il suo stato di prostrazione.

7 cose da dire per aiutare chi soffre

Se qualcuno che ti è vicino soffre di ansia, anche a causa del caldo e della solitudine, questi sono gli atteggiamenti, nonché le parole più utili per aiutarlo:

1) Non posso sapere cosa provi, ma posso esserti vicino; e sono pronto ad ascoltarti.

2) Ti voglio bene; sono qui e posso supportarti in questa fase importante.

3) L’ansia è, come ogni altra questione di salute, un problema che possiamo affrontare e risolvere.

4) Anche l’ansia è un problema di salute, di cui non occorre vergognarsi.

6) Se le difficoltà aumentano è importante consultare uno specialista di cui hai fiducia5) Comprendo: per te è faticoso fare molte cose che facevi, ma puoi chiedere aiuto a noi/me.

7) (ad un anziano) Ogni età ha i suoi aspetti positivi e quando avrai superato questa fase critica potrai apprezzarli.

 

Le frasi da evitare

Ecco invece le parole che si solito familiari ed amici dicono a chi è in una fase di disagio psicologico.

Da evitare…

- hai solo bisogno di distrarti!

- Non  piangerti addosso, reagisci!

- Io non ti vedo così male come dici, hai un buon aspetto!

- Smettila di lamentarti e datti da fare

- Perché non vai dal parrucchiere? Perché non ti dai una sistemata?

- Vedrai, con un po’ di svago ed un buon ricostituente passa tutto

- Hai bisogno solo di un compagno (di una compagna)

- Perché non ti trovi qualcosa da fare?

- La vita è questa, dovresti solo imparare a prendere meglio le cose

- Se fai così, fai star male anche chi hai vicino!

- Basta la volontà per uscirne fuori!

- Devi sforzarti di più, non devi abbandonarti come stai facendo

- Esci, vai a comprarti qualcosa che ti piace, vedrai che poi starai meglio

- Sono prove che ci aiutano a crescere. Ognuno ha la sua croce.

- Perché non ti occupi degli altri? Perché non aiuti qualcuno più sfortunato di te?

- Prenditi una bella vacanza e ti passerà tutto

Ecco inoltre qualche risorsa in rete:

www.solitudine.org

Stop alla solitudine

Siti italiani di psicologia, psichiatria e neuroscienze

Elenco Psicologi

Psichonline

Ordine degli psicologi

Psicocittà

Psicopedagogika

 

 

Due fonti per “estate e depressione”:

Corriere salute

Medicina Live

 

Tagged with →  

11 Responses to Solitudine e depressione: poche cose di base da fare

  1. giorgio says:

    La depressione ti prende specialmente quando torni dalle vacanze !!!

    • admin says:

      :-) beh, senza dubbio… ma meglio andarci in vacanza che essere obbligati a rimanere in città…

      • Cristina says:

        La luce solare, la medicina più potente del mondo !

        Finalmente dopo mesi di freddo il caldo, ma purtroppo con i tempi che corrono non tutti possono permettersi una vacanza!!!
        Molti anziani, con la pensione che si ritrovano, oltre la solitudine si ritrovano con il frigo vuoto e non vedono via d’uscita se non il chiudersi in casa per salvaguardarsi dalla calura rimanendo soli con sè stessi, depressi, con magari l’unico pensiero di conforto che presto finiranno i tristi giorni e solo in paradiso troveranno conforto e abbondanza !
        Purtroppo è la realtà dei fatti.

        Cristina

        • admin says:

          hai ragione Cristina, che ci piaccia o meno, anche questo è un aspetto reale delle nostre città.

          se nel luogo dove vivi ci sono iniziative per gli anziani, o se qualcuno ha avuto delle idee facci sapere.
          un abbraccio :-)

    • Rino says:

      Ottima la spiegazione dell’ansia che nasce dal corpo che si adatta alla situazione di “emergenza”; capire che provare queste sensazioni non significa avere dei problemi di comportamento o di salute è il primo passo per recuperare la fiducia in se stessi e uscirne. Questo è quello che dobbiamo pensare: se mi sento in ansia, ciò significa che il mio corpo sta reagendo e si sta adattando, non ha gettato la spugna. E così anche mentalmente questa forma di autostima ci aiuta a sollevare la testa! Grazie

      • admin says:

        esatto Rino, è anche un modo per amarsi di più, come dici tu, una forma di autostima.
        resta sull’onda :-)

  2. mariangela says:

    carissimi questo vostro link giunge proprio a proposito; soffro di crisi di panico ,ansia ,depressione non so più da quanto tempo ,tanto che non saprei dire come si vivrebbe senza e se lo stato che ho raggiunto adesso è dovuto al mix di cure omeopatiche e tradizionali che seguo da un anno più una serie di sedute terapeutiche con un operatore olistico.So solo che l’estate da sempre per me è l’incubo nell’incubo ; io personalmente evito di andare al mare ,durante l’affollamento,evito di farmi condizionare dai luoghi comuni sulle vacanze ad ogni costo e in quel determinato modo.Penso che per combattere l’ansia ci voglia un ottimo terapeuta ,una persona ,che ti ascolti ma sia il meno coinvolta e poi tanta pazienza nel cercare la via personale ,per la pace del cuore ,pur se è inevitabile ,che intorni a noi ci sia sempre la bufera.Con tanto affetto mariangela

    • admin says:

      grazie della simpatia e dell’affetto Mariangela;
      se ogni tanto parlo dell’umore e di certi effetti stagionali
      è perché ho potuto toccare con mano…
      per questo motivo, per chi attraversa lo stesso genere di esperienze,
      ho sempre una naturale solidarietà.

      noi siamo certi che ognuno ha varie possibilità per trovare il benessere.
      E molte strade sono percorribili; come giustamente dici tu, strade che è importante personalizzare.

      Certo, un terapeuta preparato può contribuire a darci l’avvio adeguato sul percorso più utile:
      infatti tutti noi – per quanto possa suonare strano – abbiamo già tutte le risorse che ci servono,
      che attendono solo di essere ri-scoperte e utilizzate con fiducia.

      E anche questo posso confermarlo per diretta esperienza.

      Noi siamo qui, per ulteriori scambi o informazioni puoi contattarci
      direttamente su: velediluce@gmail.com

      A presto, un caro abbraccio

  3. alejandra says:

    Buongiorno a tutti. Ho trovato l’articolo molto interessante e risponde pienamente ai contenuti che mi sono stati impartiti mentre studiavo all’Università di San Luis- Argentina nella Facoltà di psicologia ma gli anni di lavoro diretto con le persone mi hanno insegnato che un collegamento spirituale ( e non parlo di Chiesa, Moschea o altro ) con i nostri origini dell’anima, sia vitale nei casi di depressione, ansia e panico. La comprensione e consapevolezza della continuità e multidimensionalità animica e farne esperienza ( ad esempio con la respirazione addominale e infinita) dia un contributo straordinario a chi soffre. Considerando la nostra essenza di origine elettrico, suoni e colori scelti a dovere è un ottimo strumento nella terapia. La musica non deve mancare all’appuntamento, spiegando sempre al nostro amico che gli effetti della stessa nel primo contatto può provocare l’esplosione della tristezza contenuta, e solo ulteriormente la serenità ricercata( e non uso il termine cliente o paziente, perché considero che l’affetto non deva mancare anche se è un rapporto di guarigione, tutte due le parti danno e ricevono ). Donare del tempo a se stesso nei modi più adatti secondo le caratteristiche di ogni uno è anche un aspetto importante ma non scordarsi che il contatto con la terra, con la natura è indispensabile per qualunque essere umano, solo sedersi a respirare profondamente basterà. In queste patologie avrete notato la difficoltà nel respiro, bene, la prima cosa da sistemare è questa. Respiriamo esattamente al contrario di come facevamo appena nati, bisogna ricuperare il respiro originale, quello dove l’inspirare riempie e “gonfia” la pancia e la espirazione ” sgonfia” . Ci sarebbe tanto da parlare ma spero che questo possa in qualche modo aiutare qualcuno. Aggiugo una canzone straordinaria che utilizzo spesso, sopratutto con le donne che sono il legame tra Dio e il resto della creazione e forse in molte l’hanno scordato. http://www.youtube.com/watch?v=SYolzWpE1Z4 … Snatam Kaur- EART PRAYER sito ufficiale Un abbraccio. Ale

    • walter arrighetti says:

      grazie Ale per il ricco contributo.

      se credi di avere altri approfondimenti da condividere,

      come sai noi riceviamo anche guest post, naturalmente in linea

      con gli argomenti trattati e con le semplici linee editoriali,

      naturalmente pubblicati con nome e cognome dell’autore.

      se pensi possa essere un’idea, alla voce “contattaci” puoi trovare

      i nostri riferimenti per scriverci privatamente (info@velediluce.com)

  4. alejandra says:

    Grazie del tuo apprezzamento Walter. Ho scritto il mio primo libro, è quasi pronto per la pubblicazione dove offro una guida (che sarà trasformata in un diario personale da chi lo legge) per ritrovare ” la strada di casa” come alcuni la chiamano. Il libro ha una narrativa molto semplice, non sono una scrittrice o forse non lo ero, sto diventando ed è una grande passione, possibilmente un desiderio dell’anima perché la soddisfazione che trovo nel farlo è infinita. Inoltre, ho utilizzato termini molto semplici ma diretti perché considero il linguaggio del cuore il miglior modo di arrivare ad un’altro cuore. Le parole complicati hanno accesso dall’intelletto e curare l’anima non si fa certo dalla mente, farne esperienza è ciò che ci permette di ritrovarla. Il libro non sarà venduto in librerie ma nelle mie conferenze e prometto di condividerlo con voi non appena sarà pronto. Un abbraccio sincero, ringraziandovi per il lavoro che fate, Ale

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

I link nei commenti potrebbero essere liberi dal nofollow.