Quanti misteri racchiude ancora l’acqua, l’elemento di cui sia noi, sia il pianeta, siamo fatti per oltre il 70%?! Della memoria dell’acqua se ne parla da mesi, ormai non più a bassa voce.
E tutto ci lascia intendere che di questo prezioso fluido e sulla sua nascosta “intelligenza” abbiamo ancora molto da scoprire
Chiari, fresche, dolci…memorie: il fluido intelligente
Della memoria dell’acqua e dei suoi misteri si era già occupato Benveniste, con poca fortuna.
La storia di Benveniste è nota specialmente a chi si interessa di medicine complementari: fu ridicolizzato e accusato di antiscientificità dalla rivista Nature e dell’establishment “scientifico”.
Ma ora perfino un Premio Nobel come Luc Montagnier parla come il suo compianto connazionale.
Una recente pubblicazione scientifica dal titolo “DNA, onde e acqua” di Montagnier ha prodotto un nuovo piccolo terremoto nella scienza.
Può l’acqua avere una memoria? L’elemento che è all’origine della vita possiede anche una vita propria?
L’ipotesi di Montagnier si può racchiudere in una frase:

“il nostro DNA può trasmettersi a distanza attraverso onde elettromagnetiche, che si diffondono attraverso acqua“
L’esperimento di Montagneir
Il segnale del DNA viene generato da una diluizione “low dose” dello stesso, memorizzato in forma digitale e successivamente inviato per via telematica a vari laboratori scientifici indipendenti per evitare ogni accusa di contaminazione.
Il segnale viene poì successivamente indotto tramite una bobina ad una fiala contenente acqua pura.
Nell’arco di alcune ore l’acqua viene “informata” completamente del segnale del DNA originale e successivamente, quando in essa vengono immesse in modo casuale le basi per la costituzione di un generico DNA, si forma esattamente lo stesso DNA di partenza trasmesso per via telematica. L’esperimento è stato ripetuto con successo in laboratori indipendenti nel mondo (Italia, Stati Uniti, Africa, Germania, Francia).

La ricerca con gli italiani Del Giudice e Vitiello
Il lavoro di ricerca è infatti composto di due gruppi, uno francese capitanato da Luc Montagnier insieme ai biologi Jamal Aissa e Claude Lavalee a Parigi, ed uno italiano composto dal fisico Emilio Del Giudice insieme ad Alberto Tedeschi, ricercatore, a Milano e dal fisico Giuseppe Vitiello a Salerno.
Il lavoro scientifico è liberamente scaricabile dal “Journal of Physics” – rivista scientifica internazionale della Società di Fisica Teorica della Gran Bretagna – al seguente indirizzo: http://iopscience.iop.org/1742-6596/306/1/012007
Per la biologia attuale l’evento non è spiegabile
L’evento è incomprensibile secondo i criteri convenzionali della biologia, ma se valutato sulla base dei principi della fisica quantistica, apre impressionanti prospettive di ricerca e utilizzo; oltre a dare valore indirettamente anche al paradigma omeopatico, che si basa sulla diluizione estrema di principi attivi in acqua.
Montagneir intervistato a Voyager
Rai Due, attraverso Voyager, ha riservato uno spazio speciale alla scoperta.
E vale davvero vedere la trasmissione! Nei primi minuti dell’intervista Montagneir parla del Dna e questo potrebbe essere forviante per i meno attenti.
Ma basta un po’ di pazienza e potrai ascoltare parole inequivocabili.







perché, non avete mai provato a “pranare” l’acqua? potete utilizzarla come cura, in gocce o in bicchieri, o per aiutare voi stessi a mantenere un proposito trasmettendo, tramite essa, il vostro volere alle vostre cellule!
no!? provate allora a pranare l’acqua per aiutare un animale a guarire. Bicchiere o bottiglia di acqua fonte o di bottiglia (in quella del rubinetto ci sono già troppe informazioni) mettete le vostre dita, tutte, a contatto del recipiente e trasmettete il vostro pensiro, la vostra energia mirata a ciò che VOLETE ottenere. PROVARE PER CREDERE e un po’ di fiducia. più forte le volontà, minore il tempo di risposta.
in bocca al lupo!
grazie per il suggerimento Fabiana
in bocca al lupo anche a te e “felice acqua”