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Possiamo davvero creare la nostra realtà a nostro piacimento?
O si tratta di un mito di cui pochi hanno fatto esperienza?
A che punto sono le esperienze e le ricerche? Cosa c’è di fondato e cosa richiede un ridimensionamento?

 

I. La Mente può creare la realtà? Il punto della situazione

Visto il successo che la foto qui sopra ha riscosso sulla nostra pagina facebook, con commenti e condivisioni, trovo utile affrontare meglio l’argomento.

In questi ultimi anni, l’idea che “il pensiero crea la realtà” è diventato un vero tormentone.

E alla fine, come tutti i clichè, anche questo leitmotif è andato via via sfibrandosi, fino a perdere consistenza.

Ora che il frastuono sembra terminato e che il “boom dell’Attrazione” degli ultimi anni si va fisiologicamente ridimensionando, ci piacerebbe tentare di fare il punto della questione in modo ragionato.

1. Ma insomma, come stanno le cose?

Parallelamente, negli ultimi dieci anni, autori di fama mondiale si sono spesi con successo per divulgare alcune importanti verità delle Nuove scienze e sulle possibilità di creare la realtà.

Parlo ad esempio di personaggi come Gregg Braden, Bruce Lipton, Joe Dispenza, del nostro Fabio Marchesi e tante altre celebrità del campo.

Ebbene, proviamo a fare un breve resumé dei principi fondamentali che ci permettono di rispondere subito alla domanda:

 


1. Einsten afferma e dimostra che la materia è una forma di energia. Max Planck sostiene che “la materia non esiste in quanto tale, ma esiste in virtù di una forza che fa vibrare le particelle atomiche”.2. Russell Targ afferma che viviamo in universo olografico e non-locale Quindi ogni piccola parte riproduce il tutto, il micro-sistema riproduce il macro-sistema. Ed ogni sistema è connesso agli altri attraverso il proprio campo informazionale.

3. Secondo la fisica quantistica, l’osservazione di un fenomeno influenza e modifica il fenomeno stesso. Dunque la coscienza partecipa alla realtà.

4. Il neuroscienziato Karl Pribram scopre che il cervello umano è più che un computer biologico, e che le sue funzioni sono di tipo olografico.

5. Il biologo Bruce Lipton e l’epigenetica dimostrano definitivamente che la coscienza influenza il DNA e la realtà, non tanto attraverso il pensiero consapevole, quanto attraverso le emozioni e le verità radicate nell’inconscio e nelle memorie cellulari, come  sostengono anche Lloyd e Johnson

2. “Si ma perché non riesco a cambiare ciò che voglio cambiare”?

Personalmente ho speso molti anni in ricerche ed esperienze nei vari percorsi della guarigione, del potenziamento personale e della cosiddetta noetica (la disciplina che studia l’influenza della coscienza sulla materia), soprattutto per necessità personali.

Creare la realtà, semplicemente spostandosi sulla frequenza desiderata non è un risultato facile; anzi, le faticose ricerche di antichi alchimisti, maghi ed esoteristi, testimoniano che si tratta di un “Sacro Graal”.

Il più delle volte tutta la fatica per comprendere e  praticare non produceva effetti pratici: la mia vita continuava a percorrere gli stessi binari. Insomma, tante belle novità, tanta comprensione, ma nessun cambiamento reale.

Oggi abbiamo veramente un’abbondanza di metodologie, strumenti e tecniche, mai registrata prima d’ora:

- trattamenti olistici e naturopatici

- approcci energetici

- percorsi euristici

- percorsi più spirituali, ecc.

 

Tuttavia – spesso deluso – ad esperti, operatori, guide e coach rivolgevo sempre la stessa domanda:

“Come posso cambiare ciò che voglio cambiare?”

 

3. I nostri pensieri consapevoli fanno ben poco

Dal box sopra è bene sottolineare subito la cosa che ci preme:


Noi influenziamo certamente la realtà; non tanto attraverso il pensiero consapevole,
quanto attraverso le emozioni e le verità radicate nell’inconscio e nelle  memorie cellulari

Facciamo un esempio concreto.
Mettiamo che io voglia essere più sereno rispetto ad una situazione, per affrontarla nel modo migliore. Potrò dirmi in modo convinto frasi positive come “sono sereno e fiducioso rispetto a questo problema”; ma se il mio clima profondo consisterà di fatto in emozioni di timore e preoccupazione sarà difficile ottenere risultati significativi nella direzione che vorrei.

4. Affermazioni, mantra e pensiero positivo

 

Bruce Lipton

A cosa servono affermazioni, visualizzazioni, mantra e pensiero positivo ecc?

Spesso a ben poco… Infatti, di solito non scalfiscono realmente le Memorie più profonde; ma anzi, in certi casi, possono peggiorare la situazione, scatenando il cosiddetto effetto avversativo, proprio perché stressano ulteriormente l’organismo.

Se mi limito a “volere” un cambiamento e a ripetere 100 volte un’affermazione,  probabilmente comunicherò solo con la mia Mente consapevole, il livello che stai usando ora mentre leggi; sarà come voler comandare lo STOP ad un player mp3 che sta suonando, semplicemente chiedendoglielo a voce, anziché azionare il tasto.

Abbastanza assurdo, non credi? E soprattutto l’mp3 contiuerà ad eseguire la canzone

 ”La mente conscia (auto-consapevole) è  l’equivalente di un processore a 40 bit, perché può gestire le informazioni provenienti da circa 40 nervi al secondo”  afferma Bruce Lipton.
“Per contro, la mente inconscia è  un potente processore a 40 milioni di impulsi al secondo. “
Capisci perché le affermazioni spesso non sono utili?

La solita frequenza emozionale continuerà a guidare le cose con le nostre Verità profonde, ad esempio: “non ce la posso fare, non ce la posso fare” oppure “in fondo non merito di essere felice”.

 

5. Il cervello del Cuore è il vero ponte di comando

 

cervello del cuore, mente del cuore, intelligenza del cuore

Neurocariologia: ovvero il cuore ha un cervello! E che cervello!

I ricercatori possono dimostrarlo: è il cuore l’organo di comando e non il cervello, come siamo abituati a pensare. Il cuore è il  nostro più potente generatore di frequenze, quelle che appunto  informano il cervello e tutte le cellule del nostro corpo.

L’Istituto HeartMath svolge ricerche da venti anni sulle emozioni e sull’intelligenza del cuore, nonché sulla resilienza e sulla coerenza energetica.

Se vuoi trovi qui una sintesi per approfondire le ricerche sulla Mente del Cuore: La Scienza dimostra che è il cervello del Cuore il vero ponte di comando

Il sistema nervoso cardiaco è costituito da gangli complessi: si tratta di neuriti multifunzionali, distribuiti in tutto il cuore, sensibili a molti tipi di input sensoriali provenienti dall’interno del cuore stesso e dal resto dell’organismo.

Una volta che le informazioni sono trattate dai neuroni del cuore, i segnali appropriati sono inviati ai nodi senoatriale e atrioventricolare. Così, in normali condizioni fisiologiche, il sistema nervoso intrinseco del cuore gioca un ruolo importante in gran parte del controllo di routine della funzionalità cardiaca, indipendentemente dal sistema nervoso centrale.

 

II. Creare la realtà: un excursus rapido se vuoi approfondire

Ecco un sintetico flash storico in cui ripercorriamo le tappe essenziali riguardo al tema.

1. Materialismo:”l’universo è materia”

Sin da Lutero, fino a tutto il 19° e il 20° secolo, il pensiero materialista si è imposto come dominante; e questo ha avuto effetti profondi sulla civiltà, sulla nostra evoluzione e sulla vita quotidiana.

Secondo il materialismo, le Leggi fisiche sono il fondamento di ogni nostra esperienza e l’universo è composto di materia ed energia. Il primo importante esponente della filosofia materialista è Democrito (460 – 370 aC): egli postulò un mondo composto da particelle invisibili, chiamate atomi, con una forma, una massa e un movimento.

In poche parole, l’essenza della filosofia materialista è espressa molto sinteticamente dalla convinzione:

“io sono un Corpo”

Uno dei problemi principali della filosofia materialista riguarda proprio come spiegare la coscienza. E la spiegazione generalmente accettata è che:

“la coscienza è un epifenomeno, una caratteristica emergente della materia”

 

2. Idealismo: l’universo è pura Coscienza

Secondo l’Idealismo, la coscienza e lo spirito costituiscono la realtà fondamentale. Il mondo delle idee è perfetto ed eterno; e il mondo tangibile ne è un riflesso corrotto ed effimero.

Platone (428 – 348 aC) è spesso considerato il primo filosofo dell’idealismo. Per Platone le Idee universali, dette anche forme o archetipi, sono incorruttibili ed eterne, non soggette a mutamento, quindi costituiscono la Realtà; al contrario dei fenomeni sensibili, che costituiscono il mondo in cui viviamo e che sono illusorie e transitorie.

L’essenza della filosofia idealista può essere espressa nel pensiero:

“io sono Coscienza”

Da questo punto di vista, dunque sarebbe la coscienza a generare l’universo tangibile:

“la materia è una caratteristica emergente, o epifenomeno, della coscienza

 

3. La fisica classica: un universo misurabile

Da Newton e Galileo, l’evoluzione scientifica è stata influenzata fortemente dal pensiero materialista: i cardini del pensiero scientifico sono stati (e sono tutt’ora) l’osservazione sperimentale della realtà, le leggi fisiche e i modelli matematici.

Come noto, secondo il metodo scientifico un fenomeno è accettabile solo se è osservabile, descrivibile e ripetibile.

 

4. Un grande shock per la scienza: il mondo delle particelle

Per comprendere la portata dello shock che la fisica quantistica ha rappresentato per il mondo scientifico, è importante ricordare che in fisica classica due sono i presupposti fondamentali:

a. il primo presupposto è che il mondo oggettivo esiste indipendentemente da eventuali osservazioni che vengono fatte su di esso.

b. Il secondo presupposto è che sia la posizione che la velocità di un oggetto possono essere misurate. 

In altre parole, nella fisica classica il mondo è preciso, oggettivo, senza incertezze.

Ma la teoria quantistica abbandona entrambi questi presupposti fondamentali e scuote un mondo di certezze considerate incrollabili.

5. La fisica quantistica: l’osservatore influenza la realtà

La fisica quantistica suggerisce un universo assai diverso: la realtà dipenderebbe dall’osservatore.

La posizione di una particella subatomica in un certo punto dipende dall’osservazione in quel dato punto: si usa dire che un’onda probabilistica collassa in una particella allorché essa viene osservata.

E’ Werner Heisenberg che nel 1927 scopre il principio di indeterminazione, sconvolgendo la conoscenza scientifica dell’epoca. Di fatto, contrariamente a quanto sostiene tutto il pensiero Scientifico moderno, viene riconosciuto che:

“non è possibile conoscere la realtà attraverso l’osservazione”

Come dire: “il metodo scientifico non sarebbe sufficiente per osservare i fenomeni”.

Bruce lipton, il biologo autore di best seller, afferma in proposito:

“ci sono forze invisibili che modellano la nostra esistenza. Quello che la meccanica quantistica ha stabilito è che le forze motrici invisibili sono tutto. Perciò, se la nostra scienza non si è adattata alla nuova fisica, sta di fatto ostacolando l’evoluzione”

Max Planck arrivò ad affermare:

Non esistono leggi fisiche, non sono mai esistite e mai esisteranno.”

 

Insomma:

non esisterebbero veritàma solo possibilità,

le quali si possono o no attualizzare con la

collaborazione della coscienza che percepisce.

 Ciò che una coscienza crede che sia vero, contribuisce a far sì che la realtà si manifesti proprio nel modo che si crede vero.

 

6.Il paradosso EPR e la non località

Il paradosso EPR (o più appropriatamente argomento EPR) è un esperimento che dimostra come – se si misura una data proprietà su una parte (A) di un sistema quantistico – lo stato in cui si trova l’altra parte (B) di questo sistema risulta influenzato da questa misura, indipendentemente dalla distanza che separa le due parti.

Una spiegazione formale di questo fenomeno è stata fornita nel 1964 dal fisico John Stewart Bell.
Bell ha dimostrato il seguente teorema: “Quando due particelle sono emesse in direzioni opposte e le proprietà di una di esse sono attualizzate da una misurazione, le proprietà dell’altra particella – anche esse misurate – saranno correlate indipendentemente dalla distanza che le separa”.

In base al teorema di Bell, la non località deve essere considerata una proprietà ineludibile dei fenomeni atomici: i sistemi atomici hanno realmente la capacità di comunicare informazioni istantaneamente a prescindere dalla distanza che c’è tra di essi.

7. Bohm e i livelli di realtà

Dal 1980 Bohm suggerì che per spiegare il carattere non locale dei fenomeni quantistici è necessario introdurre l’idea che esistano diversi livelli della realtà.

Bohm suggerisce che nell’indagine della realtà fisica bisogna distinguere tra gli aspetti “avviluppati”, legati al livello nascosto e quelli “dischiusi”, che si manifestano come proiezioni del livello fondamentale.

In base alle idee di Bohm, se le particelle subatomiche ci appaiono separate è perché siamo capaci di vedere solo una porzione della realtà (cioè il foreground o ordine esplicito); a un livello più profondo esse non risultano “parti” separate bensì sfaccettature di un’unità più profonda e basilare. 

A questo livello più profondo e fondamentale (che è il background o ordine implicito), tutte le particelle subatomiche sono infinitamente collegate in una sorta di interezza continua.

Siamo condotti – usando parole dello stesso Bohm – “a una nuova concezione di totalità indivisa che nega l’idea classica della possibilità di analizzare il mondo in parti esistenti in maniera separata e indipendente: la realtà fondamentale è l’inseparabile connessione quantistica di tutto l’universo e le parti che hanno un comportamento relativamente indipendente sono solo forme particolari e contingenti dentro questo tutto”.

8. Un “campo” che unisce tutto

Un presupposto importante per chi sostiene che la coscienza crea la realtà è l’esistenza di un campo che unisce tutti i fenomeni dell’universo, materiali e intangibili, di cui noi siamo parte integrante.

Questo campo in ambito scientifico, psicologico e filosofico è stato definito in molti modi: campo di forma, campo morfico, campo morfogenetico, inconscio collettivo, ordine implicato, matrice o matrix, matrix divina, campo quantico, campo del punto zero o più semplicemente “campo”.

L’esistenza di questo campo è ormai accettata da molti scienziati ai massimi livelli ed è stata dimostrata da alcuni esperimenti.
Le relazioni all’interno di questo campo non sono lineari o causali, ma sincroniche.
Il che significa che una modifica in un punto del campo influenza istantaneamente il resto del campo, senza che intervengano intermediari materiali o meccanismi lineari di causa ed effetto.
Sarebbe attraverso questo campo che noi creiamo la nostra realtà.

E’ spesso definito anche campo delle possibilità.
In questo campo ogni cosa non solo è possibile ma esiste; e dove esistono contemporaneamente tutti i futuri possibili.

Sembra follia, ma corrisponde a quello che sostiene la fisica quantistica riguardo le particelle subatomiche: in ogni istante una particella si trova contemporaneamente in tutti i suoi possibili stati di esistenza. Solo quando un osservatore interviene, la particella si trova in un determinato stato (si dice che la funzione d’onda della particella “collassa”).

In un ragionamento estensivo, l’evento futuro che scegliamo, da possibile diventa “probabile”, e inizia a manifestarsi nella nostra realtà per mezzo di eventi che la psicologia chiamerebbe “sincronicità”.

L’esempio più comune di sincronicità ci accade quando pensiamo a una persona e quasi istantaneamente riceviamo una sua telefonata o la incontriamo.

 

per approfondire:

Bohm D. and Hiley B.J., The undivided universe: an ontological interpretation of quantum theory (Routledge, London, 1993)

Fiscaletti D., I gatti di Schrödinger. Meccanica quantistica e visione del mondo

Werner Heisenberg, Fisica e Filosofia, il Saggiatore, Milano (1961)

A. Einstein, B. Podolsky e N. Rosen, Can quantum-mechanical description of physical reality be considered complete?, Physical Review, 47 (1935).

John Bell, On the Einstein-Podolsky-Rosen Paradox, Physics, vol.1, pp. 195-200 (1964).

David Lindley, La Luna di Einstein, Longanesi, Milano (1997)

Louis de Broglie, Nuove Prospettive in Microfisica, Fratelli Fabbri Editori, Milano (1969).

 Zeilinger A. Il velo di Einstein (Einaudi, Torino, 2005).

Ulteriori pprofondimenti

 

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16 Responses to Il tormentone: “la Mente può creare la Realtà”. Un quadro ragionato per chiarirci

  1. Altea says:

    Salve nn sono riuscita a capire se ritieni che il pensiero crei la realtà o meno…nn sei chiaro hai riportato un bel pò di informazioni ma a chè pro?
    Altea

    • admin says:

      ciao Altea,
      forse ti è sfuggito che nel post ho espressamente sottolineato
      in giallo una frase abbastanza inequivocabile,
      che riporto nuovamente:

      “Noi influenziamo certamente la realtà; non tanto attraverso il pensiero consapevole,
      quanto attraverso le emozioni e le verità radicate nell’inconscio e nelle memorie cellulari

      Come credi che dovrei essere più esplicito?

  2. venera says:

    Articolo molto bello , per rispondere al tormentone si può provare ad applicare la Teoria del Rimbalzo..

    Gli ingredienti in questo post ci sono tutti
    ma funziona sempre il QB = quanto basta
    una buona mescolanza
    ed una vecchia ma sempre nuova prospettiva da riscoprire:

    En To Pan.
    Uno il tutto – L’uno nel tutto.

    Grazie Vele.

    • admin says:

      grazie per le tue preziose integrazioni Venera.
      Un post non è tanto importante per i contenuti
      quanto per i contributi che riceve.

      A proposito, sono curioso: cosa intendi con “teoria del Rimbalzo”?

  3. chiara says:

    grazie. in modo semplice avete fatto un sunto di una materia interessantissima e vastissima ma che chiunque puo’ approfondire nei tempi e modi che preferisce. Conosco e ho letto alcune delle opere degli autori che avete nominato e consiglio di cuore a tutti quelli che come me stanno cercando risposte concrete su come cambiare la propria realta’ di leggere i libri che avete consigliato.
    Buona ricerca a tutti!

  4. giovanna isabella says:

    Ti ringrazio di cuore per il tuo articolo che è arrivato “al momento giusto” ( tanto per rimanere nel tema della sincronicità ;-) ) .

    Mi piacerebbe che tu mi spiegassi in modo più approfondito, il significato della tua frase : ” la funzione d’onda della particella “collassa ” .

    Grazie infinite e Buona Vita

    Giovana Isabella

    • admin says:

      Cara Giovanna Isabella, non siamo fisici ma possiamo provare a chiarire.

      I ricercatori hanno scoperto che l’intenzione dell’osservatore di un fenomeno quantistico ha un effetto bizzarro: da una realtà “aperta” in cui tante possibilità coesistono, si passa di fatto ad uno stato preciso.

      Su queste pagine un post con una simpatica animazione potrebbe essere utile per comprendere. Lo trovi qui:
      http://www.velediluce.com/scienze/esperimento-doppia-fenditura

      • giovanna isabella says:

        Grazie di cuore , Walter … ora mi rimane solo da chiarirmi le idee sul fatto di come io possa creare la realtà che desidero, senza interferire sulla libertà di chi vorrei avere al mio fianco …

        Se hai dei suggerimenti in proposito , li accetto con immensa gratitudine .

        Buona Vita

        Giovanna Isabella

        • admin says:

          il fatto che ne hai coscienza vuol dire che sei già un pezzo avanti :-)
          Questa consapevolezza ti porterà certamente buoni risultati.

          Saprai che ci sono “vari ingredienti” per fare un buon piatto.
          E poi, come diciamo spesso, occorre fare come i buoni cuochi: fare pratica.

          Proprio fra qualche giorno, il 26 settembre, ci vediamo con gli amici che ci seguono al Centro Manipura a Roma, per sperimentare insieme. Se passi da queste parti, ti aspettiamo <3
          Lo segnaliamo anche qui: http://www.velediluce.com/amabilita-crisi-problemi.

          Ma anche semplicemente seguendoci, grazie al tuo vivo interesse, saprai utilizzare al meglio le tue Risorse!

          Resta sull’onda °º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø

          • giovanna isabella says:

            Ti ringrazio per l’incoraggiamento e per i tuoi preziosi consigli.

            Sono di Milano e non sarò presente al vostro incontro , però desidero che tu sappia che ho letto con molto interesse l’articolo che hai evidenziato e ho trovato in esso molti spunti interessantissimi su cui lavorare .

            Grazie infinite per la tua disponibilità .

            Buona Vita

  5. Antonio says:

    Bellissimo questo articolo complimenti è energia per la coscienza di ora che ho acquisito da quando ho la consapevolezza che tutto ciò esiste.

    Saluti

    • admin says:

      grazie a te Antonio, davvero. Sapere che ti siamo utili in qualche modo

      è un grande carburante per noi. Noi siamo qui anche per idee, suggerimenti e contributi

  6. MASSIMO says:

    Farti solo i complimenti è semplicemente riduttivo data la straordinaria sintesi con la quale hai evidenziato questi grandiosi concetti che riguardano un argomento di assoluta levatura universale che stimola ,coinvolge pienamente l’essere,la sua evoluzione e la capacità veramente incredibile ed ancora sconosciuta ai più di come siamo dotati di una infinita energia misteriosa che deve ovviamente rimanere tale e mai e poi mai cercare di essere capita perché la natura dell’universo cioè Dio non lo permetterà.Possiamo solo interpretare,interagire,co-creare,modificare e quant’altro ma non potremo mai capire ciò che resterà per sempre nascosto ai nostri sensi.Basta soltanto dire che la realtà che tutti noi viviamo,vediamo e tocchiamo ogni giorno non rappresenta affatto la vera realtà ma la sua copia elettrica che il nostro cervello elabora e ci fa vivere come originale.
    Sono un grandissimo appassionato di fisica quantistica,ingegneria informatica,astronomia e biologia molecolare.

    Calorosi saluti e auspico di poter contribuire con idee,esperienze personali e deduzioni fondamentali.

  7. walter arrighetti says:

    grazie a te, Massimo. Il tuo entusiasmo e la tua passione sono una grossa carica! E grazie per il contributo:
    ne aspettiamo altri, non solo commenti. Come puoi vedere alla voce “contattaci” del menù, apprezziamo chiunque ci proponga dei guest post.
    Vento in poppa! °º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø

  8. Veramente molto interessante scoprire le potenzialità della mente dal punto di vista della fisica e delle nuove frontiere. Per ora mi sono occupato di psicologia e neuroscienze, ma gli ultimi esperimenti di fisica quantistica ci mostrano come i paradigmi su cui si basa la scienza attuale dovranno essere modificati.

    Io penso che la realtà sia un’illusione creata dalla nostra personale interpretazione e che quindi possa essere cambiata sia modificando il modo di interpretarla sia modificando le probabilità che accadano certi eventi. Ma non solo… Infatti come dici tu, le verità radicate nel nostro inconscio e nelle memorie cellulari creano la realtà che ci circonda, ossia quello che viviamo e le emozioni che proviamo. Quello che manca ora, su cui mi sto attualmente informando, è cercare di capire come effettivamente noi possiamo modificare le verità del nostro inconscio e le memorie cellulari, per creare una nuova realtà.
    Un saluto!

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