Se anche per te la maratona di Natale è stata un “buco nero” che ti ha stressato con con le solite discussioni, le solite chiacchere, i soliti umori familiari e tutto quello a cui riusciamo a sottoporci…ecco un vero e proprio pronto soccorso per ripristinare un buon livello energetico in pochi passi
Ci risiamo: se perfino in questo critico 2011, il Santo Natale ci ha incastrati di nuovo tra umori parentali, antichi tic di famiglia, psico-drammi che si rimettono in scena puntualmente, stress da convivenza forzata…allora questo post è per te. Diversi studi confermano che a Natale gli italiani non sopportano soprattutto il dover trascorrere ore ed ore con parenti insopportabili (59%). Qui trovi un articolo sulla recente indagine. E tu come stai? Stanco? Amareggiato? Annoiato? O solo molto arrabbiato? Se dopo la maratona natalizia sei stressato come la maggior parte degli italiani, tranquillizzati: rientri nella norma. Ma possiamo affrontare la questione in modo davvero efficace: ecco come.
Pronto soccorso post-natalizio: 6 primi passi d’oro per recuperare energia, buon umore e performance
Pronto soccorso post-natalizio nr. 1: l’approccio
Innanzitutto, è fondamentale l’approccio: vediamo la questione in modo più “tecnico”. In fondo, si tratta solo del nostro livello di energia. Ci siamo sovraesposti a emozioni e ambienti che non amiamo, probabilmente carichi di stimoli e di significati personali un po’ pesanti: e il nostro bilancio energetico adesso è in passivo. Tutto qui. Se vogliamo riprendere il timone in modo efficace, in famiglia, a lavoro e nelle nostre sfide, abbiamo bisogno soltanto di ripristinare un buon livello energetico. Le nostre prestazioni e le nostre risposte miglioreranno automaticamente.
Pronto soccorso post-natalizio nr. 2: “è solo la benzina, bellezza!”
Preoccupati solo dell’energia: smetti di preoccuparti e di giudicare il tuo malumore, o la tua rabbia, o la tristezza, o la tua voglia di scappare. Accoglili e osservali, con curiosità e interesse. Sono solo gli effetti del basso livello di energia: sei in rosso e hai bisogno solo di ricaricare le batterie delle tue cellule. Garantito!
Pronto soccorso post-natalizio nr. 3: indulgenza
Se a Natale ti sei fatto coinvolgere in dinamiche che non ti piacciono, sii indulgente con te stesso e con gli attori della commedia. Queste convivenze forzate delle festività rimettono in moto vecchie emozioni e vecchi “file” che risiedono in memoria: ma il fatto spiacevole che li rimettiamo in gioco va affrontato anche con un po’ di ironia. Ecco, comincia a rivedere il film e a sorriderne.
Pronto soccorso post-natalizio nr. 4: autostima
Se sei in un percorso evolutivo, spirituale, motivazionale, o semplicemente se segui una terapia di supporto psicologico, stai sereno: Natale è un test impegnativo per chiunque… Se non è andato come vorresti, non dargli troppo peso, risparmiati eccessive riflessioni auto-critiche o attribuzioni di significati… Amati, malgrado lo stress natalizio.
Pronto soccorso post-natalizio nr. 5: mezz’ora per amarti
Trova possibilmente uno spazio per te: appena puoi, stai con te stesso per qualche minuto. Amati, goditi il momento. Ovunque riesci a trovare il tuo spazio, va bene: la tua stanza, la toilette, il parco, oppure fai un bel bagno caldo con i sali… Parola d’ordine. coccolarsi. Con qualsiasi cosa che ami: la tua musica, la tua play-station, o internet, i tuoi libri, il tuo studiolo, le tue poesie, i tuoi hobby. Oppure il tuo yoga, o il tuo step. Insomma, tutto quello che ti riporta nella tua dimensione migliore.
Pronto soccorso post-natalizio nr. 6: a modo tuo
Tu sei l’esperto migliore per te stesso! Pratica il tuo esercizio preferito, o la tecnica che è più efficace per te, o la meditazione che ti piace; oppure se ti piace correre, fai jogging nel parco. Ma se preferisci che ti consigli qualcosa, ecco qui una tecnica che ti stupirà.
Pronto soccorso post-natalizio n. 7: ricaricati con il metodo “la commedia del problema”
Una tecnica che ho chiamato “la commedia del problema”, in onore della validità e modernità terapeutica del percorso di Dante: è un mix personale di pnl, psicologia quantistica e ispirazioni del mio amico-editore, lo psicologo Angelo Ciani. Se riesci a mettere da parte i naturali scetticismi, o la tua parte critica-razionale, e a calarti totalmente nel processo, otterrai ottimi risultati anche tu. 1. fai un po’ di movimeno. Semplicemente ruota le braccia per 3 minuti, o saltella. Oppure contrai potentemente tutti i muscoli per 30 volte. Tendi e rilassa velocemente tutto il corpo, ripetendo per trenta volte. Poi siediti comodamente. 2. Rilassa ogni tua fibra, dalla testa ai piedi; fai tre profondi respiri e immagina che la tua preoccupazione, quella che il Natale stressante ha fatto emergere con forza, venga presa in carico dal tuo “segretario energetico”. Lascia che “qualcuno” più esperto ti liberi del fardello per qualche minuto: ti stai coccolando, te lo meriti. Un trucco: ad ogni respiro rilassati il doppio e “scarica” il doppio delle preoccupazioni. In questo modo otterrai rapidamente un livello di rilassamento totale. 3. Ora metti in scena il tuo teatro del problema, quello che senti più pressante: definisci il problema a parole chiare, magari per iscritto. Poi mettilo in scena mentalmente, nel tuo teatro immaginario. Tu siedi in platea, tra il pubblico. Che scena è? Chi partecipa? Cosa dice? Che cosa accade? Che emozioni senti? Che colori vedi? Queste domande servono a coinvolgere tutti i sensi: se vuoi il successo, devi creare un’esperienza vivida, reale. 4. Comincia a portare la scena negativa che rappresenti alle estreme conseguenze, esagera, fino al punto che tutto perde la sua carica drammatica e diventa una pantomima; tutta la platea, compreso te stesso, comincia a sorridere, poi a sghignazzare; e anche se non riesci a ridere, ti senti contagiato. Ora state ridendo come matti, vi sbellicate dalle risate. Il problema ora è diventato commedia; e questo è hià un punto di vista migliore, da cui dovremmo poter guardare ogni cosa che ci riguarda… Come insegna il maestro Dante, già dal titolo scelto per la sua opera: appunto “coomedia”; e non “tragedia”. Ora hai appena messo in scena la tua personale “divina commedia”, esattamente la prima cantica…(l’inferno). 5. Rendi sbiaditi i colori e allontana la scena: il quadro diventa scolorito e si allontana, sempre di più, sino a diventare minuscolo e insignificante. Delega al tuo segretario energetico, alla tua intelligenza interiore, anche la soluzione del problema. Questa intelligenza interiore è la tua migliore risorsa, è ciò che ti tiene in vita e che svolge le tue funzioni vitali, la stessa che fa girare i pianeti intorno al sole, quella che ti fa superare un raffreddore: perché mai non dovremmo delegarle anche la nostra situazione? Ringraziala con cuore sincero, con amore, con autentica commozione. Ecco, sei al secondo livello della tua “divina commedia”… la seconda cantica, il purgatorio… 6. Fai di nuovo un bel respiro e vedi arrivare un nuovo piccolo quadro: una nuova scena, diversa, in cui il problema si sta risolvendo al meglio. Non ti chiedere “come” accade: non ti è utile. Lascia che accada nella tua mente. Occupati di immaginare la nuova situazione al meglio. Coinvolgi tutti i sensi. La scena si avvicina sempre più, si allarga, i suoi colori diventano sempre più vividi. E ti mostra uno sviluppo positivo del tutto inatteso, con risultati che migliorano ad ogni secondo, oltre ogni ottimistica previsione. Non solo per te: i benefici sono per chiunque, per qualsiasi attore coinvolto. 7. Infine, progressivamente e velocemente, eccoci giungere alla scena finale, in cui stai festeggiando insieme agli altri. Che ambiente è, con quali dettagli scenografici? Quali parole di gioia senti? Che colori vedi? Che emozioni positive senti? Quali buoni sapori e profumi percepisci? 8. Ora immagina di fluttuare sopra la platea e volare fino agli spalti. Entra a far parte della rappresentazione, interpreta il tuo ruolo, prendi parte alla gioia e alla festa. Trasmetti la tua gioia per il problema risolto a tutto il teatro. Condividi la tua felicità con tutta la compagnia e con il pubblico. 9. Porta i tuoi motori emozionali al massimo. Porta la tua commozione al livello più alto possibile. Quando sei al massimo fai il tuo gesto preferito: pollice in su, oppure un gesto di vittoria, oppure esulta come un calciatore che ha segnato un goal, o datti una bella stretta di mano! Di a voce alta: “e vaiiii!” oppure “Fantasticooo”, o “alla grande Walter!” (usa il tuo nome, ovviamente). 10. Concludi: ferma tutto, apri gli occhi e scuotiti; rientra lentamente nel tuo quotidiano. 11. Testa la tua emozione riguardo al problema: pensaci e nota se qualcosa è cambiato, prendi nota. Ripeti tutto più volte, se necessario.





